Fairlight CMI

Fairlight CMIIl Fairlight CMI fu inventato, o meglio progettato, a fine anni anni ’70 dagli australiani Peter Vogel e Kim Ryrie. I due partirono dal modello Qasar M8, ma si trovarono tra le mani qualcosa di infinitamente più potente e valido. Un sintetizzatore in grado di modellare l’onda sonora in tempo reale e soprattutto di campionare, grazie a un microprocessore, segnali e dettagli audio di due secondi. La tastiera del CMI rendeva possibile l’azione umana, quindi live, su una mappatura programmabile dei suoni “salvati” o “catturati”. Il tutto impegnando otto voci di polifonia. Il sequencer poteva essere dunque programmato su griglia grafica, su interfaccia alfanumerica QZERTY o con la tastiera musicale. Una light pen permetteva al musicista (sempre più ingegnere o informatico) di editare graficamente su video a pochi byte i segnali campionati e i suoni generati o costruiti.

Il mostro fu commercializzato nel 1979 a 28.000 dollari circa. Tra i primi acquirenti ci fu Peter Gabriel, che lo userà (anche nel video) per “Shock the Monkey”. Qualche mese dopo fu comprato anche da John Paul Jones dei Led Zeppelin. Negli USA il primo grande estimatore del CMI fu il jazzista Herbie Hancock, che proprio tramite la nuova macchina compì la sua definitiva conversione al pop elettronico. “Rock It” è il brano forse più famoso di Hancock, ma anche quello dove il CMI lavora di più… Ricordate poi la musica di Miami Vice? A firmare il tema fu il compositore Jan Hammer alle prese con il nostro sequencer digitale.

Gli amatori cercano ancora di aggiudicarsi il vecchio cimelio a cifre improbabili. Ma l’impresa è ardua: ci sono pochi CMI funzionanti in circolazione e quasi nessuno è disposto a privarsene.

L’alternativa è l’edizione aggiornata, il CMI II. Esteticamente identica, ma potenziata con un processore cristal-core. Bisogna spendere però 20.000 euro o giù di lì, ma il sintetizzatore lavora con ogni interfaccia possibile. Può essere collegato al Mac o gestito autonomamente. Può sputare fuori midi o mp3. Dipende da che volete farci e da quanto siete pazzi.

Autore dell'articolo: Francesco Munista

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