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Ultra Panda – The New Bear

Si sa, in fatto di musica popolare contemporanea, i francesi sono giustamente considerati importanti soprattutto in contesto elettronico. Con il rock, invece, hanno sempre mostrato qualche difficoltà. Si applicano, ma non quagliano. Può essere quindi accolta con sorpresa la nuova ondata di gruppi d’Oltralpe impegnati nella produzione di musica elettrica originale e interessante. E questo non succede solo in campo heavy, doom o punk (generi in cui i francesi hanno sempre fatto più o meno una bella figura). Parlo del l’alt-rock in generale e delle declinazioni che l’elettronica subisce in ambito indie-rock.

Negli ultimi decenni il panorama indie francese ha sfornato sia band in grado di fornire motivi orecchiabili da canticchiare (tipo i Prototypes, per intenderci) che prodotti di ricerca o di espressione estetica pura, come quelli firmati General Elektriks, collegati più degnamente alla categoria di alternativa. Eppure il pregiudizio sembra duro a morire… C’è una puntata dei Simpson dove il problema è illustrato in sintesi e con puntualità: per il pubblico generico la sensibilità francese non potrebbe mai riuscire a esprimersi con funzionalità nel suono duro e tenace del rock, perché il loro spirito è inesorabilmente dominato dalla flemma e dall’affettazione…

Quest’anno, a proporre un interessante incontro tra indie-rock ed elettronica è stato l’ensemble, è proprio il caso di dire, Ultra Panda con l’ultimo lavoro intitolato “The New Bear”. Si tratta di un EP della durata di una quindicina di minuti contenente quattro tracce. Nonostante il titolo faccia esplicitamente appello a qualcosa di nuovo, i brani dell’uscita non stonano per niente con la musica già proposta dal trio negli anni scorsi: basso, batteria, voce e tanta effettistica continuano a creare un sound minimale ma sfaccettato di tutto rispetto.

Ad aprire il disco è un pulitissimo groove di batteria, poi imbrattato da un basso super-effettato, che si impone come elemento portante di “Hunter”. Inutile provare a capire cosa voglia comunicare l’inglese sgangherato della band francese: non è di nessuna importanza nell’alchimia già riuscita del brano. Conta l’appeal, conta il pathos, conta le rytme soutenu

“New Bear” si presenta come la canzone esca per tutti i nostalgici dei Foals, quelli dei primissimi tempi, ovviamente, dato che suonerebbe strano riferirsi a nostalgici dei Foals attuali. L’unica grande differenza sta nella raffinatezza strumentale, che qui manca, anzi è evitata con studio. Gli Ultra Panda hanno un approccio più diretto, sia nella scelta dei suoni che nella gestione delle dinamiche. Hanno deciso di non far caso a certi aspetti, lasciandosi andare completamente, facendo sì che la musica proceda secondo istinto, anche a costo di sfiorare effetti cafoni in più di un punto.

A seguire c’è “Dark Knight”, un brano più cupo, contraddistinto dalla voce urlata, da ritmiche serratissime e un bel riff di basso. L’elemento negativo è che sembra un pezzo scopiazzato dai Big Black suonato come se fossimo in una demo dei Death From Above 1979.

A concludere in maniera più degna “The New Bear” c’è “MTGMA”, in cui compaiono suoni dalla fonte non direttamente identificabile ed effetti di elettronica basilare e ludica, in verità un po’ scontata e gratuita. Sembra di stare in un videogame. Ecco, magari in un livello particolarmente “epico”.

Nella propria biografia, gli Ultra Panda si presentano chiedendosi come suonerebbe “No Limit on Love” di Barry White se quest’ultimo avesse cantato indossando jeans attillati come i pre-adolescenti di oggi. Poi, affascinati da questo gioco ipotetico, si domandano anche come sarebbe stato se Lemmy dei Motorhead si fosse sposato con Gloria Gainor… E la risposta retorica dovrebbe naturalmente rimandare alla loro musica. Inoltre, i componenti del trio si presentano come appassionati di archeologia e musica da ascensore. Insomma, è tutto molto leggero e spiritoso, ma questa vena esce fuori soprattutto nelle note scritte per il comunicato stampa e raramente nelle note suonate, almeno per chi, sia con la musica sia con le battute, è più esigente di un bambino di otto anni.

Il trio punta alla leggerezza ma manca il bersaglio… E pur creando brani di indie-rock elettronico all’altezza del livello generale anglosassone, gli Ultra Panda si fermano nella media e non vanno oltre. Suonano come tanti altri e rientrano, limitandosi, in una certa categoria. E basta. Ma la loro provenienza geografica non può essere una giustificazione. Ripiomberemmo nel pregiudizio di cui sopra, che ovviamente non merita reale considerazione.

L’ep è in free download…

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