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Psichomotricity in Kindergarten – Psichomotricity in Kindergarten

Krautrock libePsichomotricity in Kindergarten - albumro e improvvisato, sospiri tremolanti, chitarre spigolose e smollate, percussioni inceppate e in decomposizione ed elettricità tribale. Questa è la musica prodotta dai Psichomotricity in Kindergarten.

Bello il nome della band, specie per chi è innamorato di Berlino. Il duo chitarra e batteria ha studiato per bene la storia del rock cosmico tedesco e ci ha messo dentro fantasia e frenesia contemporanea, costruendo un bel dischetto di neo-modernismo sonoro casareccio. “Doombo” con il suo back beat binario suona sghemba e inquieta, doppia e allucinata. “A____i” parte benissimo, come un blues stonato e schizofrenico che trafigge con note ed effettini molli e dove la voce interviene con minacciose parole in eco. Poi il proclama si fa più intelligibile e l’atmosfera di rovina. Tutti grandi oratori questi musicisti, pure quando sarebbe proprio evitabile. Ma si sopporta. Carino il finale noise. “The Healing Song” è una jam nickcaviana corrotta da suoni ampi e stranianti. Ancora il riverbero domina sovrano. “Fleek Rin” assomiglia a un folk blues sfiatato in cui la melodia si fa più coraggiosa e affascinante. Una specie di canzone, insomma, con tanto di assoletto. In “Aaaaa” l’improvvisazione diventa sonica e vorrebbe essere onirica. Esperimento carino, ma che lascia il tempo (un quattro minuti) che trova.  “Journey in Foot in the” mette insieme Neu! e Sonic Youth. Qui l’elemento cosmico prodotto dalla chitarra è ad alti livelli. “Hyperuranium” gioca con ritmi più new wave (assomiglia a qualcosa dei Blondie), mentre la voce in cantilena s’incanta ed esaspera. Più solare e complicato il blues sperimentale di “Esparianto” che chiude il disco. Il riverbero è troppo presente, ma funziona da collante per il disco.

Bravo il chitarrista che da solo fa un po’ tutto. Senza strafare, intendiamoci. Pochi essenziali interventi. Buona anche la scelta di non allungare troppo le tracce e di contenerle in tre o quattro minuti di media. Elementi meno interessanti riguardano la prevedibilità dei suoni e delle soluzioni. Comunque il disco fila. Non fa viaggiare in nuove costellazioni. Ma un giretto tra Battipaglia e Berlino (a/r) ce lo fa fare. Ci piacciono.  http://psichomotricity.bandcamp.com/

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