Oltre Project 5et – Coloured Shadows

“Coloured Shadows” è il disco perfetto per conoscere l’Oltre Project 5et, il quintetto di Lorenzo Apicella (pianoforte), Francesca Fusco (voce), Luigi Tresca (sax soprano), Stefano Battaglia (contrabasso) e Francesco Merenda (batteria) sotto contratto con la Camilla Records. Pur essendo frutto di un lavoro di ricerca musicale, il disco risulta come un documento di facile ascolto e dai contenuti estetici abbastanza chiari. Anzi, sembra proprio che la band non voglia lasciare nessuna possibilità di opacità interpretativa. Infatti affiancano al cd un dettagliatissimo booklet, contenente non solo i testi dei brani ma anche una breve spiegazione ermeneutica del concetto che c’è alla base degli stessi. Insomma: impossibile fraintendere.

A fare da apripista è “Oltre”, un brano in cui a intrecciarsi sono “Cosa sono le nuvole” di Pasolini e “Music for Large & Small Ensemble” di Kenny Wheeler. La voce si occupa dell’introduzione e del finale, senza invadere il cuore strumentale del movimento.

La contaminazione tra musica e arti varie (poesia, narrativa, pittura, architettura) è un elemento che tornerà nel terzo brano, “Rainbow”, in cui è stata l’opera dell’architetto Oscar Niemeyer a giocare un ruolo fondamentale come spunto iniziale. Siamo in bilico tra soft-jazz, world music, lounge e classica contemporanea, ma non ci si perde nelle intenzioni: la sezione ritmica e il sax badano al sodo e puntano alla freschezza.

Pur essendo ispirato a un preludio di Chopin, il secondo brano del disco, “Goccia d’acqua”, intende porsi come la traccia di una ricerca musicale scaturita da fusione di generi differenti: classica e jazz, lounge e newage, improvvisazione e tropicalia.

Al centro del disco c’è “Forbidden Colours”, un riarrangiamento del celebre brano di Sakamoto: il piano originale acquisisce un groove che ben si contrappone al tono fondamentale, a quell’atmosfera molto romantica, molto evocativa e fin troppo intimistica.

Con “Sounds of Childhood” si ritorna a pieno titolo nel campo della ricerca, o meglio del recupero: il brano esplora i suoni che tutti abbiamo ascoltato più spesso durante l’infanzia, dalla ninna nanna alle campane; dai carillon ai giocattoli sonori. Suoni di vita vissuta sono protagonisti anche in “Mare Nostrum”, composizione ispirata ai rumori mediterranei.

“Obsession” e “Rio de Janeiro” sono i brani designati alla conclusione del disco. Scelta appropriata: ogni musicista ha l’occasione per farsi valere, mentre le poliritmie riescono a catturare l’attenzione anche dell’ascoltatore più profano.

 

Autore dell'articolo: Ambra Benvenuto

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