Common Deflection Problems – We All Play Synth
I Cervelli in fuga. E appresso ai cervelli se ne vanno pure speranze, sentimenti, braccia, gambe, orecchie e tutto il necessario per fare musica in modo decente. I Common Deflection Problems sono un gruppo campano, già attivo a Londra, ora in cerca di spazio vitale in terra catalana. Speriamo bene… che, se possibile, la Spagna sta pure più rovinata dell’Italia… E speriamo che il nuovo Lp dodici pollici “We All Play Synth” (prodotto dalla Human Feather, Lemming Records e altre sette o otto etichette) porti loro quanto si meritano e che i canali ufficiali, le riviste “importanti” (che poi non sono importanti per niente) ostaggio delle solite quattro etichette e chi di dovere parli di loro e della loro buona musica.
Mi ricordo quando dodicenne aprivo i dischi dei Queen. I primi. Nel libretto dopo il solito elenco dei musicisti e dei ringraziamenti m’incuriosiva molto la scritta “And nobody plays synthetizers…”, come a dire, guardate che la roba strana che sentite è tutta prodotta da chitarre, acuti strozzati e chorus… Niente di più. Stesso discorso per i Common Deflection Problems che nelle loro sei tracce suonano analogici e complicati senza aiuti digitali ed elettronici. Il trio conferma originalità e stile, inseguendo un’estetica matematica mai troppo autoindulgente, ricca di sfumature e soluzioni sensibili. Il primo brano “The Cult Of Molok” mostra da subito un basso in tiro, che insieme alla potente e nervosa batteria, costruisce una tremolante architettura di stacchi e riprese su cui scivola stridente una chitarra elettrica molto fascinosa. In “Steve” si ripropone lo stesso concetto di frammentazione e ricostruzione blues-rock attraverso processi math, sviluppando però maggiore brillantezza nei suoni e atmosfericità . Le reiterazioni aiutano a dare una prospettiva psichedelica. I crescendo arricchiscono di effetto e potenza l’esecuzione. I ritmi dispari confondono e divertono. Con “Hugo in The Continent” i Common Deflection Problems si lasciano dirigere da un giro di basso semplice e incisivo, spezzandolo con due divagazioni stoner e precisi interventi percussivi. “Urania” suona più ispirata e indecifrabile, un compendio delle diverse fascinazioni musicali della band: Blues, Indie-Rock, Noise, Grunge e traduzione analogica di una trance acida e indolente. Peccato che nel primo minuto il brano non riesca a sintetizzare come nel finale le varie componenti. Una cosa è tenere insieme e far reagire elementi discordi, un’altra è stratificare od opporre suono su suono buttandolo lì per vedere come funzionerà il contrasto. Non funziona male… ma il discorso ha valenza teorica. “Lot Of Fun Down The Vatican” è ricamata su bei rimbalzi di rullante e un riff chitarristico molto interessante, specie quando gioca a incespicare e nell’assoletto in chorus. Sembrano i King Crimson stonati e rallentati dal tavernello. In “Kasbah” appare finalmente la voce, che in delirio tourettiano impreziosisce l’affresco di blues appiccicoso e sgangherato del power trio. La produzione sembra spartana e in questo senso restituisce molta dell’energia viscerale e nervosa della band. Manca profondità , il punto di fuga che riesce a tenere insieme il suono insistente e articolato dei tre, ma questo è lavoro del produttore, appunto.
web:Â http://www.brigadisco.it/index.php?option=com_content&view=article&id=49:brg034&catid=2&Itemid=128
Altri articoli che potrebbero interessarti:
Lascia un Commento Annulla risposta
Blonde Redhead - Melody Of Certain Damaged Lemons
The Libertines - Up the Bracket
Low - The Great Destroyer
Vampire Weekend - Contra
Tyrannosaurus Rex – My People Were Fair And Had Sky In Their Hair… But Now They’re Content To Wear Stars On Their Brown
Serge Gainsbourg - Historie de Melody Nelson
Alice in Chains - Unplugged (for MTV)
Rory Gallagher - Irish Tour
Michael Jackson - Thriller
Black Sabbath - Paranoid
Marlene Kuntz @ Afterlife Live Club
Swans + Xiu Xiu @ Officine Creative Ansaldo
Ministri @ Afterlife Live Club
Rezophonic @ Afterlife Live Club
Motel Connection live @ Afterlife Live Club
Melampus live @ Mamamu
Calibro 35 live @ Afterlife Club
Bud Spencer Blues Explosion live @ Afterlife Club
#Suo.Na 2012
Max Gazzè live @ Montefalcione
Lisa Germano - Geek the Girl (1994)
Yegor I Opizdanevshiye - Sto Let Odinochestva (1992)
The Human Beast - Volume One (1970)
Anika - Anika (2010)
Julian Plenti - Julian Plenti Is... Skyscraper (2009)
Embryo - Opal (1970)
Wold - Screech Owl (2007)
Xiu Xiu - Fabulous Muscles (2004)
Beirut - Gulag Orkestar (2006)
Coven - Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls (1970)














