«

»

RxOGxx Xaxxrs (su “Is This Life What We Really Want?” di Waters)

Una riflessione a caldo, cioè a tiepido, sul verdetto depositato dal giudice Sara Giani in merito al caso grafico nell’ultimo lavoro discografico di Roger Waters (“Is This Life What We Really Want?“).

A memoria, il plagio di Gigi d’Alessio del disco “Eppure soffia” di Pierangelo Bertoli non ha trovato altrettanta fortuna. Lì, il cantautore napoletano riprendeva paro paro la cover con documento d’identità già proposta da Bertoli tanti anni prima provocando l’ilarità del web e nessuna altra conseguenza diretta… Stessa idea, stessa rappresentazione.  A monte, forse, che non sia stata la vittima del plagio a muovere l’accusa.

Nel caso di Isgrò le cose cambiano, e non poco. L’artista siculo (attivo dal 1964), leader di esperienze di poesia visiva, ha fatto valere il suo diritto d’autore: la cancellatura è infatti alla base della sua poetica. E il reimpiego proposto da Waters, con quella spacciata artisticità che si vuole in certa musica, lo ha fatto arrabbiare non poco. Avrà pensato: il mio gesto – proposto più di cinquant’anni fa – aveva un altro fine, un valore diverso. Non s’intendeva certo proporre un modello riproducibile per dire a tutti la stessa cosa, cioè il nome del mio album. Inoltre quel gesto Isgrò l’aveva applicato su carte scottanti: non aveva lavorato di design per commercializzare il suo lavoro.

Sapete, in difesa di Waters si è mosso anche Vittorio Sgarbi… Secondo la sua analisi Isgrò non aveva inventato nulla, poiché la cancellatura era una tecnica già usata in avanguardia, un po’ da tutti. Eh, caro Vittorio, qualche volta prenditi anche il diritto di tacere, ché il diritto di parola non è un dovere. Non te lo devo ricordare io che c’è una differenza abissale tra L.H.O.O.Q. e l’oggetto del contendere. E non fare finta che non lo sai. Altrimenti sei una capra ignorante: are you ready or made?

Insomma, per una volta benedico il diritto d’autore perché l’arte non si confina alla sola opera.

Ma sappiamo bene che la fiction della giustizia italiana ci assicurerà altre puntate: è pur sempre la serie più amata dagli italiani. Solo noi, per dire, ci permettiamo di tifare per Albano che accusa Micheal Jackson di avergli rubato una melodia. Solo noi sappiamo far di sentenze arte. Sentite che poesia: “Il raffronto dell’opera di Isgrò con il materiale raffigurativo che accompagna il supporto fonografico di Roger Waters palesa che la riproduzione ha ripreso pedissequamente la forma espressiva personale dell’artista Isgrò“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Completa la seguente equazione (anti-spam) * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Continuando la navigazione su questo sito web acconsenti all'utilizzo di cookies. Per maggiori informazioni consulta la Cookie Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

_<_ _R_