Ty Segall Band – Slaughterhouse (In The Red, 2012)
Il genietto californiano Ty Segall, dopo giri e rigiri nell’underground più tenace e affascinante e puntate intelligenti alla sofisticazione da songwriter, prende la sua band e registra un disco rock garagistico-psichedelico-lo-fi-rumoristico-intimistico e a tratti cosmico intitolato “Slaughterhouse”.
Un bel gesto… Mi piacciono un sacco i solisti che riconoscono i meriti della band di accompagnamento e li coinvolgono, come possono, nel progetto ufficiale. Qui al nome del cantautore si aggiunge infatti il suffisso “Band”… non è il massimo della magnanimità, ma comunque approviamo. Oltre a Segall ci sono quindi Mikal Cronin al basso, Emily Epstein alla batteria e Charles Moothart alla chitarra. E fanno un bel casino. Il disco, così come è, mette in tavola un po’ tutto. Gli anni ’90 in primis, con il grunge, il revival garage, la neopsichedelia, tanto noise, lo stoner più scoppiato, lo space rock e tutte queste cose qui che andavano forte all’epoca. Più gli Stooges naturalmente. Ma quello che ci piace è il rumorismo dozzinale, soprattutto.
Ed è infatti così che prende il via il disco. La prima traccia “Death” è noise che indugia in territori quasi hardcore, violento, malato e saturo di distorsione. Poi c’è “Fuzz War”, appunto… e il nome è tutto un programma. Più garage di così non si poteva registrare. La band riesce a evitare macchinosità, producendo brani abbozzati ma germiti di idee e soluzioni interessanti. Sullo stesso buono livello “Muscle Man”, la title track e il delirio pop beatlesiano di “Tell Me What’s Inside My Heart”. Tutto bello, tutto sporco e potente. Pure la cover di Bo Diddley al vetriolo. Ma tutto pure un po’ finto e studiato al tavolino. Forse per bilanciare i trascorsi troppo morbidi e pop di Segall? Comunque, si può fare… dischi così sono sempre ben accetti. Ci sono tremendi squilibri e indulgenze formali tra gli sviluppi pop e noise, incerta fusione tra hipsterismo e sciatteria… ma ultimamente pure questo è molto di moda. Siamo giunti al recupero modaiolo del DIY.












































