Screaming Females – All at Once (Don Giovanni Records, 2018)

Gli Screaming Females, che con il loro esordio “Baby Teeth” del 2006 entusiasmarono oltremisura i critici e i fan dell’indie rock, sono stati praticamente dimenticati in questi ultimi dodici anni. Nel 2015 qualcuno favoleggiò di evoluzione inaspettata e conversione post-metal con l’uscita di “Rose Mountain”, il loro album più brutto e disonesto. Ora il trio del New Jersey ci riprova con “All at Once”, collezione di brani stilisticamente complessi, ben cantanti e caratterialmente più inquieti. Pop chitarristico, che conserva qualcosa del gusto punk dei primi tempi e aggiunge un po’ di colori surreali in contrasto con una sterilizzante nebbia gotica stesa su ritmi vivaci di basso e batteria, distorsioni più o meno eleganti e romanticismo decadente pseudo-emo.

Vengono meno, tutte insieme, le qualità identificative del trio. Non c’è più irruenza indie-rock, non c’è più durezza nuda e cruda, non c’è più quella vaga e interessante aria da saloon di provincia riconvertito a teatro tragico dell’alternativa contemporanea. E non è detto che ciò sia un male. La cantante e chitarrista Marissa Paternoster si dimostra come al solito talentuosa interprete e dotata autrice, e di tanto in tanto si ascolta qualcosa di coraggioso e interessante (“I’ll Make You Sorry”, “Deeply”, “All at Once”, “Agnes Martin”). La cosa strana è che questo è il settimo album di studio in carriera per il trio. E, nonostante le buone qualità e la voglia, la loro musica non sembra ancora essere arrivata da nessuna parte. Quando insiste sull’originalità, sulla volontà di sperimentazione e sull’astrattismo, appare presuntuosa. Quando si accomoda su dinamiche già sperimentate, suona scialba. E poi arrivano quei passaggi che assomigliano troppo a caricature del sound dei Black Sabbath, dei Pearl Jam, dei The Cure o dei The Strokes.

Canzoni del genere possono essere spacciate come roba nuova e potente a ragazzini che non hanno mai sentino nient’altro. Ma chi ascolta questo genere di musica, tra quei pochi che sono rimasti, si presume abbia già le idee abbastanza chiare sulla storia del rock e del suono alternativo. Pantomime del genere non fregano più nessuno. Non fregano più a nessuno.

[sei]

Autore dell'articolo: La Giustizia

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