Fashion Week – Prêt-à-Porter (Solar Flare Records, 2015)

Fashion Week - Prêt-à-Porter (Solar Flare Records, 2015)“Prêt-à-Porter” dei Fashion Week… Con un nome così e delle facce del genere (guardateli nella foto più in basso) verrebbe da pensare a un album tamarro-chic che in certi momenti, dobbiamo ammetterlo, potrebbe non essere niente male. Comunque no, i Fashion Week hanno davvero poco da spartire con il glamour e la moda. Chi suona ha fisicamente poco in comune con i modelli scheletrici che sfilano in passerella e ancora di meno a che fare con la musica fin troppo minimal di sottofondo generalmente associata alle sfilate.

Non divaghiamo troppo: la band ha scelto un nome ironico, che ormai porta avanti in giro per gli States da più di vent’anni, e descrive la propria musica come sludge metal hardcore noise rock. Lo riscrivo: sludge – metal – hardcore – noise rock. Fondamentalmente la prima traccia, “Fendi Bender”, suona accattivante e non proprio in linea con la dichiarazione di appartenenza al filone hc sludge o noise rock. Sembra piuttosto che il sound di gruppi come Pearl Jam, Soundgarden, Dinosaur Jr, Unsane, Melvins e forse anche Offspring venga frullato e riproposto in versione da bancarella, estremizzato in termini di distorsione… Ma già dopo la prima strofa del primo pezzo, intonato à la Chris Cornell, il cantante Josh Lozan decide di deliziarci con varie urla disperate contrastando le parti strumentali proposte dalla band. Da qui in poi (sì, sto parlando sempre del primo pezzo, ed è quindi decisamente un po’ prestino) tutto prosegue secondo questa strategia: suonare post-grunge, cantare hardcore…

Fashion Week - Prêt-à-Porter (Solar Flare Records, 2015)Le parti strumentali appaiono ben scritte ed eseguite, il trio funziona e si sente che non hanno iniziato a suonare esattamente la settimana scorsa… Tutto fila liscio e poi… la voce torna a rovinane tutto. E non per scarse qualità del cantante, anzi. Lozan possiede una bella voce ma disperde spesso carattere e personalità in sessioni infinite e snervanti di scream che penalizzano la musicalità della band. Brani come “Meek is Miznabble”, “Summer Line” e “Haute Topic” funzionerebbero meglio con liriche più calde, blues, ma l’ostinazione accacì non permette evoluzioni stilistiche…

La conclusione è la seguente. I Fashion Week sono bravini, non c’è che dire, suonano rock potente e agguerrito, senza fronzoli e abbellimenti inutili. La batteria è sempre in fase e pronta a stacchi micidiali, il basso disegna linee avvolgenti, impressionanti e sporche il giusto… Eppure che bello sarebbe stato ascoltare un album doppio: un disco con le grida sguaiate di Josh, un altro con una versione solo strumentale, magari quella sì che potrebbe essere “Prêt-à-Porter”…

[sei]

 

Autore dell'articolo: Ambra Benvenuto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa la seguente equazione (anti-spam) * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.