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In Zaire – Visions of the Age to Come (Sound of Cobra, 2017)

Sempre più Hawkwind e più coraggiosi. Sempre più gruppo. Da studio, da live, da trip… Gli In Zaire sono ancora in metamorfosi, cambieranno ancora, ma la forma che hanno assunto con questo nuovo album, tipo piovra, pare assai congeniale al loro fini psichedelici ed espressivi. La loro musica presenta ora tentacoli oscillanti che si allungano, fluttuano e si arrotolano, stirandosi verso gli abissi per saggiare le calde correnti primordiali, stiracchiandosi all’indietro per aggrapparsi al più nobile e misterioso passato (il prog-rock degli Area e Battiato, le colonne sonore di Morricone, la library di Evangelisti, Torossi e Carnini) e allugandosi in avanti per afferrare un gusto neo-post punk e neo-krauto da nuovo rock (l’età furura, che deve arrivare), caotico e intelligente, tenace e progettato, contemplatico e trascinante, e in certi momenti quasi ballabile.

Il suono è totalmente rock, anche quando gli effetti si fanno più astratti e i drone e i groove gestiti da Claudio Rocchetti ammantano con maggiore insistenza (come nella potente “The Seven Sermons of the Dead” e nell’occulta “Nibiru”). Si sentono echi dei già citati Hawkwind, di Hendrix, di Gilmour, dei Can, dei Gang of Four e dei Savage Republic, con tutto un andare e tornare di riferimenti esoterici, spirituali, iniziatici, esotici e tribali, più o meno consapevoli e concettualmente maturi. In più, nella titletrack c’è anche la voce, non perfettamente distiguibile, ma comunque legata a un’esigenza melodica e a un tentativo di espressione mirata a contenuti riflessivi finalmente manifesti. Ci sono i riff giusti, ci sono anche gli assolo da hard rock e resiste la volontà postmoderna di commistone e riconsiderazione libera.

Pilia, Rocchetti, De Zan e Biondetti hanno scelto di limitare le derive più sperimentali e di concentrarsi su strutture formalmente più organizzate. Ciò non ha intaccato la loro potenza e la loro visione trascendente della musica, ma ha reso possibile una messa a fuoco più studiata e funzionale. E così la lunga attesa viene premiata. Gli In Zaire non si sono ammosciati e non si sono persi. Sono usciti dalla tana più mostruosi e agguerriti che mai.

[sette]

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