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Come stanno cambiando i festival estivi?

Come stanno cambiando i festival estivi?Qualcosa sta cambiando. Anche in Italia. Negli ultimi anni il fenomeno dei festival estivi è cresciuto dal punto di vista quantitativo, qualitativo ed economico. Sempre piu festival vengono infatti organizzati nel nostro Paese. Soprattutto d’estate.

L’organizzazione dell’Home Festival di Treviso (di cui abbiamo dato notizia qui) ha introdotto per l’edizione di quest’anno alcune importanti novità dal punto di vista organizzativo che mi hanno fornito uno spunto di riflessione.

Cominciamo dalle note non del tutto positive, così per togliercele di torno subito: si stanno diffondendo i sistemi di pagamento cashless. Che, di patenza, potrebbe significare anche qualcosa di bene: meno circolazione di denaro contante coi disagi che questo provoca, file piu veloci ai vari banconi, eccetera… Nei maggiori festival europei funziona così da tempo. Il sistema cashless è basato su una carta tipo bancomat che viene caricata a inizio festival e che può essere rimpinguata con la cifra desiderata. E se a fine festival sulla carta è ancora presente del credito, lo si può recuperare in contanti. C’è anche la versione del braccialetto col chip, con lo stesso tipo di utilizzo, pagamento velocissimo, e molto difficile da smarrire. Una bella comodità, no? In Italia invece, agli Idays 2017 di Monza per esempio, abbiamo visto adoperare lo strumento dei token. Si tratta praticamente di esagoni di plastica col logo della discoteca Fabrique del costo di 3 € l’uno. Per entrare, oltre al biglietto d’ingresso, dovevi acquistare un minimo iniziale di cinque token (15 €), che non potevano però essere rimbosati alla fine della giornata; ogni giorno c’erano token di colore diverso, perché i token di un giorno non erano validi negli altri giorni. Follia pura, senza contare il fatto che il formato stesso dei token rende piu semplice lo smarrimento.

Anche Home Festival utilizzerà i token, ma il founder Amedeo Lombardi spiega che è solo una questione pratica, e che non c’è l’intento di fregare la gente: “così velocizzeremo le code e garantiremo un servizio migliore a tutti. Con questa decisione, intraprendiamo la strada del cashless totale… a breve riusciremo a permettere a tutti di pagare senza neppure usare il denaro. Si useranno solo con sistemi di ricarica virtuale inglobati in braccialetti o altri gadget”. Va precisato che HF sarà il primo festival a garantire il “refund” dei token non utilizzati. Quindi bene.

Come stanno cambiando i festival estivi?Veniamo invece alla notizia che più mi ha fatto piacere leggere. Arriva da un comunicato di Home Festival: l’organizzazione ha preso una decisione storica per i grandi festival italiani, quella di regalare l’acqua. Senza soffermarci sulle polemiche che si sono lette questa estate per alcuni maxi appuntamenti, va detto che l’acqua è sacra e particolarmente in eventi affollati, sudati, drogati e caldi è necessario che tutti si idratino correttamente per non rischiare svenimenti, collassi e puzza. L’organizzazione dovrà assicurare però che l’acqua sia potabile e accollarsi la spesa… che ovviamente ricadrà, in percentuale, sul costo del biglietto, ma è importante far passare il messaggio che l’acqua dev’essere libera. Lo diceva pure il nonno: un bicchiere d’acqua non si nega a nessuno. Speriamo che questo esempio virtuoso sia raccolto dagli altri festival italiani e non.

Sicurezza: per quanto riguarda questa delicata questione, ci sono stati alcuni aggiornamenti nelle pratiche del suo mantenimento, i controlli sono stati resi più stretti, causa terrorismo o psicosi poco importa. Se vogliamo evitare disagi maggiori, ben vengano attese più lunghe e controlli più stressanti. Il tutto ovviamente nell’interesse della sicurezza del pubblico. Ci sono tuttavia dei festival che non hanno avuto bisogno di adeguare gli standard, visto che rispettavano già le nuove direttive, come ad esempio lo Sziget e il già citato Home Festival, che per la sicurezza si apoggiano alla stessa società.

Come stanno cambiando i festival estivi?Infine la gestione dei rifiuti: negli anni ho visto qualsiasi tentativo in questo senso, dal pagare in consumazioni chi aiutava a tenere pulita l’area riportando bicchieri di plastica al bancone (Sziget dieci anni fa), a nessun controllo in assoluto, ai classici cartelli “plastica”, “vetro”, ecc… al mandare in giro del personale apposito a raccogliere monnezza da terra e dalle mani della gente (Idays 17). Home Entertainment Srl, la società che organizza Home Festival e molti altri eventi, tra questi gli Elvis Days, è stata appena premiata da Contarina per la “miglior gestione dei rifiuti” tra tutti gli eventi organizzati sul territorio. Il merito è di uno staff che pensa al riciclaggio in ogni punto dell’evento, grazie a una squadra di professionisti – e non di volontari, sia chiaro – che si dedicano a gestire i flussi sia nel momento in cui il cliente butta via il bicchiere o la carta, sia nella fase della raccolta e del conferimento all’ente preposto.

Sembra quindi che ci sia in atto un cambiamento, a cui alcuni festival sono maggiormente indirizzati, sulla base delle nuove esigenze di sicurezza, rispetto dell’ambiente e della clientela. Altri festival lo sono meno e, a mio avviso, questo dovrebbe essere l’elemento principale che spinge la gente ad andare ad un festival piuttosto che a un altro (oltre ovviamente all’offerta artistica e alla location).

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