Liberato, “Me staje appennen’ amò”

Esce un nuovo pezzo di Liberato. Si chiama “Me staje appennen’ amò” che, per tutti coloro che nonostante ore e ore passate a guardare Gomorra ancora non hanno imparato il napoletano, significa “mi stai lasciando, amore”. Brano abbastanza ordinario e ordinato, in linea con il trend nostalgico indie-dance anni ’90 (hi-hat col riverbero, cassa grossa e potente, slogan trapanante et cetera). Il video segue con inquadrature strette una signora malinconica e senza rimpianti che scende all’alba nel Centro Direzionale, due ragazzini che passano la mattina in Vesuviana e sul Vesuvio (bruciato), una banda di teppistelli in moto e in piazza (Lettieri sempre sul pezzo: in questi giorni si parla molto, troppo, di baby-gang), vrenzolelle in discoteca e altri cavoli vari da post-neo-realismo epico napoletano, con citazioni del poetello di Scampia Emanuele Cerullo e cosette così.

Il video lo salviamo. La canzone la denunciamo. Troppo facile, troppo infame.

Autore dell'articolo: Francesco Munista

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