È morto Mario Bortolotto

mario bortolottoFase seconda è stato pubblicato per la prima volta nel 1969. Una boccata d’aria fresca per chi cercasse un libro che documentasse l’epifania del materiale che segnava il corso della nuova musica. Se quella stagione musicale si poneva come il cono di luce di una torcia in una grotta, la ricezione di un testo come Fase seconda doveva svolgere una funzione di interruttore analoga alla comparsa della filosofia della musica moderna di Adorno. Il lettore italiano guadagnava chiarezza nel prendere contatto con la scena musicale definita colta perché coltivata nelle accademie.

Mario Bortolotto ha insegnato a lungo storia della musica ed è stato attivissimo come teorico, saggista, autore. Valga la pena di citare l’esperienza della rivista da lui fondata a titolo Lo spettatore musicale. Era un attento studioso della musica quale espressione della società e le sue innumerevoli pubblicazioni costituiscono un repertorio la cui lettura viene suggerita ai novelli musicologi. Il suo stile risulta un intreccio irrinunciabile per complessità di prosa e profondità concettuale, la cui critica non intaccava il valore analitico degli studi.

Dopo Luigi Pestalozza, anche Mario Bortolotto ci ha lasciato.

Eppure, il loro lascito non smette di esercitare una forza d’attrazione quale archivio di una storia della musica che, prima di farsi esecuzione, passa per il rasoio dei concetti.

[Antonio Mastrogiacomo]

 

Autore dell'articolo: Antonio Mastrogiacomo

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