Addio a Charles Bradley

Non ce l’ha fatta Charles Bradley. Alla fine il male che lo aveva preso allo stomaco, scoperto solo l’anno scorso, lo ha sconfitto… Bradley era un soulman dalla voce trascinante ed emotivamente spiazzante. Amava James Brown e il funk. Aveva sempre cantato e sognato di fare il musicista, anche se per più di sessant’anni aveva vissuto ai margini e poi per strada tra New York, Seattle, Canada, Alaska e California. Solo nel 1996 fu scoperto in un locale di New York da Bosco Mann della Daptone Records. Allora Bradley si faceva chiamare Black Velvet, perché la sua voce era così: un velluto nero. Ha inciso tre album. “No Time for Dreaming”, nel 2011, “Victim of Love” del 2013 e “Changes” del 2016. Era un grandissimo.

 

 

Autore dell'articolo: Giuseppe Franza

cose che mi piacciono: cocacola, nietzsche pre-crepuscolo degli idoli, sonic youth, goleador (alla cocacola), céline, mario bava, controriforma, hegel, le anime morte, penne staedtler permanent, giambattista basile, segnalazioni cinematografiche del centro cattolico, the stooges...

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