«

»

Jobim: la delicatezza della stonatura

E come si fa a spiegare a gente che ancora si esalta per “Lateralus” dei Tool e che impara a memoria i testi del Teatro Degli Orrori il fascino della mpb, della bossa nova? È un po’ come voler discorrere di resurrezione con un rabbino o di cannibal movie durante una retrospettiva su Bergman! Scrivo queste cose così antipatiche per mettere fin da subito in chiaro la mia conscia incapacità nell’argomentare oggettivamente (ossia giornalisticamente) riguardo al valore poetico e musicale del maestro Carlos Antonio Jobim. Credo sia, fondamentalmente, una questione di sensibilità e, soprattutto, di curiosità: molte persone non hanno mai ascoltato la bossa nova per puro preconcetto o, peggio ancora, per pigrizia; ma questo è, grazie alla Madonna, un errore risolvibile.

Antonio Carlos Brasileiro de Almeida Jobim, alias Tom, nasce a Tijuca, presso Rio de Janeiro il 25 gennaio 1927 da papà Jorge e mamma Nizla. Quattordicenne, il giovane Tom scopre un pianoforte in qualche angolo della casa: tra i due, dopo qualche giorno di naturale diffidenza, sboccia una sincera simpatia che, appena qualche mese appresso, si trasforma in vero, ineluttabile amore, reale spirito assoluto e inequivocabile sintesi tra soggetto e oggetto.

Agli inizi degli anni ’50 Jobim si dà da fare con lo swing e un mix di tango argentino, samba e choro, allora abbastanza di moda in Brasile, insieme a un gruppo di amici (tra i quali lo storico partner Newton Mendonça, coautore qualche anno dopo del manifesto “Desafinado” e della notturna “Samba de uma Nota so”). Proprio “Desafinado” è un grazioso scherzo impressionistico, poi fondamentale per la nascita del futuro genere: i due autori scrivono questa canzone per ironizzare e mettere in difficoltà in cantanti “stonati” di Rio, che erano soliti accompagnare nei locali. Bisogna punire il loro barbaro costume di storpiare ogni melodia. Jobim vuole creare un brano leggero e accattivante, ma ricolmo di insidie armoniche e ritmiche, tanto complicato da scoraggiare ogni interprete improvvisato. Per campare di musica, intanto, Tom lascia la facoltà di Architettura e inizia a lavorare come trascrittore di partiture (ossia chi traduce in pentagramma la musica per esecutori sprovvisti di tale abilità tecnica) presso la Continental. Naturalmente il giovane pianista ci mette poco a passare da trascrittore a vero e proprio arrangiatore, cominciando a mettere seriamente alla prova il suo estro creativo e le sue capacità contrappuntistiche da cesellatore delle sette note.

Tom suona spesso al Clube da Chove a Ipanema (famosa spiaggia a Sud di Rio), locale storico tra le cui strette mura nascerà la “voce nuova” (bossa nova) del Brasile. Qui Tom conosce, tra gli altri, il poeta (e musicista) Vinicius de Moraes, per il quale accetta di musicare l’opera Orfeu da Conceição (piece teatrale dalla quale un anno dopo, nel 1957, sarà tratto il capolavoro del neorealismo brasiliano, Palma d’oro a Cannes, l’Orfeo Negro, ancora con musiche di Jobim – che sconsiglio vivamente a tutti i ricchi di spirito e intelletto).

Schermata 03-2457110 alle 20.40.32Tom e Vinicius si piacciono da subito e stringono un sodalizio: entrambi sentono la necessità di creare qualcosa di nuovo, capace di raccontare lo spirito del Brasile al di là degli stereotipi da carnevale e spiaggia perpetrati dalla musica tradizionale; entrambi indovinano come poter accettare con un sorriso e cantare attraverso l’incantesimo del dolce disincanto tutta la profondità assurda, contraddittoria, labirintica e arcana dell’anima carioca.

L’intesa tra i due musicisti porta, così, alla maturazione della rivoluzione della musica popolare brasiliana: già da qualche anno, infatti, girava nei locali più all’avanguardia e intellettuali una nuova forma di samba espressionista, lenta e sussurrata, sospesa tra rispettosa rielaborazione della tradizione e ispirazioni minimaliste, volgarizzate dall’esistenzialismo Rive Gauce francese e dal swing statunitense.

La data ufficiale che segna la nascita della bossa nova coincide con l’uscita, per la casa discografica Festa, nel 1958, dell’album “Canção do Amor Demais”, della cantante samba Elizete Cardoso, con testi poetici di Vinicius e musiche e arrangiamenti di Jobim. Il disco, dolente e minimale, come mai la samba aveva osato essere, contiene il capolavoro “Chega de Saudade”, canzone nella quale suona João Gilberto (fortemente voluto da Jobim), chitarrista inventore del tipico stile chitarristico del genere, detto poi batida dai bossanovisti, ovvero di quel trasognante e scanzonato inseguire la melodia in semi-arpeggio: un gioco di ritardi, accenti e sfumature del tutto inconsueto e particolare e allo stesso tempo cadenzato e orecchiabileper via della sincope che cade sempre sullo stesso punto. Se per molti la bossa è tutta nell’originale tecnica chitarristica di Gilberto (e nel suo malinconico e monocorde cantato in sotto-voce, il baixinho), si deve a Jobim, oltre che la scrittura della maggior parte del repertorio dell’intero genere, l’intuizione di abbinare alla semplicità fondativa di questa musica armonizzazioni complesse tradotte dalle tecniche semitonali del jazz americano e la tridimensionalità sonora della musica classica europea.

Dopo il successo di Elizete Cardoso, tra il ’59 e il ’60, gli arrangiamenti e le musiche di Jobim, congiunte ai versi di de Moraes (poi amico intimo di Ungaretti), sono richieste in tutto il Brasile. La sua nuova arte sembra indicare una strada per la rinascita spirituale dell’intero Paese. In “Brasília – Sinfonia da Alvorada” (disco solista del cantautore del 1960), le note di Tom appaiono e si nascondono, mimando il movimento sinfonico dell’Oceano Atlantico, e si spogliano di tutta l’euforia e dell’ostentata spensieratezza brasiliana, impregnandosi di vita, gioia, sensualità, dolore e malinconia, secondo una sconosciuta, più matura e affascinante prospettiva stilistica e concettuale. La bossa di Jobim, più o meno consapevolmente, intuisce il post-moderno e ritorna a illuminare l’emotività, con luci delicate ed essenziali, amorevolmente umane e naturali.

Dalla collaborazione con de Moraes nascono alcune tra le più famose canzoni sudamericane di sempre: “A Felicidade”, “Se Todos Fossem Iguais a Voce”, “Agua de Beber”, “Insensatez”, “Só Danço Samba” e la mitologica “Garota de Ipanema”, gioiello pop del ’62 nato quasi per scherzo, con i nostri due amici seduti al bar ad ammirare e commentare la sensuale passeggiata di una ragazzina brasiliana (riconosciuta poi in Heloísa Eneida Menezes Pais Pinto), metafora della lasciva e nostalgica bellezza fragile del mondo.

Dopo il grande successo di “Garota de Ipanema” (registrato da vari artisti brasiliani tra cui Pery Ribeiro e il Tamba Trio), Tom prova a conquistare il mercato americano con “The Composer of Desafinido Plays”, prodotto da Creed Taylor, splendida summa strumentale della maniera e del repertorio del maestro, disco che anni più tardi farà la gioia di folte schiere di dj lounge. La bossa intanto incuriosisce e affascina i più sensibili jazzisti americani, i quali intuendo la fecondità del genere e il tocco magico di Jobim, fanno a gara per produrre musica che abbia gli odori e i colori del nuovo suono brasiliano. Nasce, così, “Jazz Samba”, edito dalla Verve nel 1963, con il chitarrista Charlie Byrd e il sassofonista Stan Getz, al quale Jobim collabora come compositore e arrangiatore. Sempre lo stesso anno Getz, in pieno delirio tropicale, licenzia “Jazz Samba Ancore!”, con Bonfà e Jobim e due anni dopo il fondamentale “Jazz Bossa Nova” a nome “Getz-Gilberto”, vero capolavoro del sincretismo della musica colta del ’900. Il disco, registrato da Jobim (al piano e alla chitarra), João Gilberto (voce e chitarra), Stan Getz (sassofono) e Astrud Gilberto (sopraffina interprete, moglie di João, che canta “The Girl from Ipanema”, azzeccatissima e supercool versione inglese di “Garota”) e pubblicato in versione 45 giri dalla Verve, diventa disco dell’anno stravedendo in tutto il mondo. Ascoltando questo disco è facile intuire la grandezza Jobim, motore immobile e intelligenza armonica capace, con pochi e illuminanti interventi al piano, di tenere insieme la fragilità melodica di Gilberto e il sound infuocato di Getz in quel suono unico che ha dell’irripetibile.

Il miracolo della musica di Jobim si rivela nella sua misteriosa doppia natura: musicista colto ed elegante per orecchie raffinate e autore di musica leggera e di successo per un pubblico pop. Quanti altri artisti, oltre Boccaccio e forse i Beatles, hanno davvero potuto vantare tale risultato?

jobimDopo un tour negli Stati Uniti e l’album bossa-sinfonico “A Certain Mr. Jobim”, Tom, tornato a Rio, è raggiunto inaspettatamente da una telefonata di Frank Sinatra. Vede in questo modo la luce, nel 1967, “Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim”, dove i due artisti, alternandosi alla voce, si incontrano e si scontrano (la leggenda parla di session molto animate, se non critiche dal punto di vista umano) producendo un buon album pop, in bilico tra Brasile e Stati Uniti, bossa e standard crooner, potenza e delicatezza, armonie e dolci stonature .

Dopo l’esperienza con Sinatra e il successo internazionale delle sue composizioni, Jobim continua a dividersi tra Stati Uniti e Brasile (nel Região Sudeste intanto iniziava a respirarsi l’aria viziata della dittatura) alla ricerca di nuovi intuizioni che lo emancipino dall’ormai classico repertorio bossa. Il musicista sviluppa una calibrata sintesi dinamica tra il suo sound con musica classica, pop, jazz e primo tropicalismo, molto vicino a uno stile da “colonna sonora” (paradossalmente il campo da cui aveva preso il via la sua carriera con l’Orfeo), collaborando con mille artisti brasiliani e non (Toquinho, Herbie Mann, Astrud Gilberto, Sergio Mendez…). Nel ’73, lancia un nuovo grande successo: “Aguas de Marco”, cantata insieme alla grande interprete brasiliana Elis Regina, nel fortunato album “Elis & Tom”. Questo album è da considerarsi, forse, l’ultimo grande lavoro di Jobim, un misto di semplicità, minimalismo e classe autoriale.

Gli anni ’70 portano in Brasile la fine del successo commerciale della bossa, soprattutto attraverso l’esplosione del fenomeno tropicalismo e dell’ossessiva volontà di apertura ai suoni del rock e del soul americano. Jobim per un po’ trova rifugio nelle colonne sonore e in album “classici” e sofisticati (soprattutto negli album “Wave” e “Stone Flawer” si sente tutto l’amore per l’impressionismo di Debussy e la sua abilità “sinottica”); ma dal 1985, quando torna in auge l’ideale di World Music, con il recupero delle specificità, e una seconda ondata brasiliana si fa strada (Caetano Veloso in primis), Jobim ricomincia a girare in tournèe con un gruppo che comprende la sua seconda moglie Ana Lontra, suo figlio Paulo, e la figlia Elizabeth, oltre a vari amici musicisti. Seguiranno tour mondiali, collaborazioni internazionali (Pavarotti, Sting, Elton John, robaccia insomma) e varie tristi autocelebrazioni, interrotte nel 1994 dalla morte del maestro demiurgo ed esecutore della voce nuova del Brasile. Questo è a grandi linee il percorso artistico dello “stonato” e “anti-musicale” Jobim, inventore di quel suono “molto naturale” che ora,senza le sue dita, non c’è più. Incuriositi?

 

Discografia essenziale

“Rio de Janeiro – Sinfonia popular em tempo de samba” 1954

“Canção do amor demais” (con Elizete Cardoso) 1958

“Brasília – Sinfonia da Alvorada” 1960 (voto 6,5)

“The Composer Of Desafinado, Plays” 1963

“Jazz Samba” (con Byrd-Getz) 1963

“Jazz Samba Encore!”1963

“Getz/Gilberto” aka “Jazz-Bossanova” 1964

“Love, Strings and Jobim The Eloquence of  A. C. Jobim”

“A Certain Mr. A. C. Jobim” 1965

“Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim” (con Frank Sinatra) 1967

“Wave” 1967

“Stone Flower” 1970

“Elis & Tom” (con Elis Regina) 1974

“Jobim, Vinicius & Toquinho con Miucha  1978″ (Live alla tv svizzera italiana) 1979

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Completa la seguente equazione (anti-spam) * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Continuando la navigazione su questo sito web acconsenti all'utilizzo di cookies. Per maggiori informazioni consulta la Cookie Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

_<_ _R_