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Wold – Screech Owl (2007)

I territori più estremi esplorati dalla musica rock appartengono inconfutabilmente ai continenti oscuri del black metal e del noise. Immaginate una commistione di quanto più violento e inumano sia possibile creare attraverso questi due stilemi, o almeno provateci…

I Wold sono una band canadese che distrugge ogni struttura estetica, producendo un mostruoso suono-non-suono di rumori analogici e digitali su cui far confluire trame strazianti di “cantato” black e strutture ritmiche harsh, senza tregue e pace. Nel 2007 la Profound Lore Records pubblica il loro devastante “Screech Owl”, un pandemonio di chitarre a zanzara, feedback, dissonanze armoniche, cluster, battiti incessanti e offuscati di batteria, sostenuti rumoristici a bassissima fedeltà e urla laceranti. Tredici tracce di infernale aggressività musicale in cui l’estremo diventa regola di normalità.

Quest’atroce black noise band, da Saskatchewan, Canada, ha in programma di produrre quanto di più feroce e ipnotico si possa ascoltare. La chitarra è sommersa da effetti di distorsione, la batteria è così presente da risultare quasi assordante, inaudibile, e la voce è disperazione pura. C’è un problema di base: è possibile definire “Screech Owl” come un “ascolto”? Senza dubbio è necessario mettersi alla prova almeno una volta nella vita con tanto odio rumoristico e affrontare questa follia sonora, lasciandosi risucchiare dal non essere di assurdità e tenebra contenuto in questi abomini. C’è qualcosa in queste tracce che rievoca per le nostre coscienze un dato antico e potente, una verità invisibile e inaccettabile di totale nichilismo. C’è qualcosa di sensato in questo oceano di strazio.

“In verità questa vita è triste e infelice, ogni giardino è quasi un vasto ospitale (luogo ben più deplorabile che un cemeterio) e che se questi esseri sentono, o vogliamo dire sentissero, certo è che il non essere sarebbe per loro assai meglio che l’essere…”

(G. Leopardi, Lo Zibaldone)

E ora alzate al massimo il volume e ascoltate questa canzoncina delicata.

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