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Konono N°1 – Assume Crash Position (2010)

kononoNonostante l’amplificazione fatta in casa e per questo estremamente pericolosa, la povertà e i rischi bellici, Mingiedi Mawangu e i Konono n°1 hanno suonato un po’ dovunque in Congo. Per decenni e in qualsiasi situazione. Feste di piazza, cerimonie religiose, carnevali e celebrazioni popolari, esibizioni private… Sempre puntando sul suono dei likembé elettici, un lamellofono (tastierina digitale a lamina parente della kalimba e anche un po’ dello scacciapensieri) dal suono psichedelico, e sulla ossessità delle percussioni. Gli altri strumenti venivano costruiti dagli stessi musicisti, che almeno una volta al mese si recavano in discariche alla ricerca di valvole, lamiere, pezzi di motori, magneti, tronchi e altri scarti da riconvertire in oggetti di musica. Nacquero così sintetizzatori simil-moog, ampli riciclati da alternatori e batterie-auto e cose così. A un certo punto, uno del gruppo, Duki Makumbu, riuscì a procurarsi un basso, e il percussionista Vincent Visi mise insieme un rullante, una grancassa e un piatto che accessoriò con vari pezzi plastica e altre percussioni fatte in casa. La musica del gruppo non cambiò più di tanto. Il suono era sempre quello polirimico e indiavolato del bazombo, musica trance etnica rigogliosa di percussioni, melodie strappate dal likembé e dai cori estatici delle coriste.

Nel 2004 la Crammed Discs, un’etichetta indipendente belga specializzata in elettronica e world music, si accorge del gruppo africano. E miracolo… il gruppo è ancora in attività dopo quasi quarant’anni di vita sgarrupata. Ne approfitta anche Bjork che li fa collaborare nel suo disco “Volta” del 2007. Altro che psichedelia, DIY, indipendenza occidentale… Altro che trance-ebm. Questa è la musica dell’estasi. Diamanti grezzi dall’Angola…

Esistono parecchie registrazioni live della band che restituiscono tutta l’irruenza e l’anarchia del sound originario, ma qui proponiamo un disco catturato e mixato agli Kinshasa studios nel 2010 (anno in cui il gruppo collaborò anche col gigante del jazz Herbie Hanckok). Pur improvvisando e adoperando gli strumenti classici della loro musica, i Konono si aprono qui alle possibilità della produzione, separando i suoni e usando qualche chitarra ben accordata. La registrazione di “Assume Crash Position” non altera il valore della precaria e possente libertà tecnica dei musicisti, e neppure limita la frenesia orgiastica e sacrale del free-trance inventato da Mawangu. Ecco un raro caso in cui la supervisione pop occidentale fa bene alla purezza del suono originale… Si è tanto criticato il procedimento estetico della world music europea: trasformare l’autonomia autoctona e provinciale in lounge vagamente esotico accettabile dal pubblico occidentale. Beh, non è questo il caso. Basti ascoltareKonono Wa Wa Wa”, una lunghissima cavalcata ballabile di ritmi infuocati, melodie cangianti e canti malinconici ben orchestrati con una linea di basso equalizzata e suoni ordinati (e distinguibili) di batteria. Per arrivare all’ipnosi c’è bisogno di una certa disciplica ed è ciò che fa la Crammed Discs producendo in studio questo combo di stregoni elettrici e pseudo-elettronici…

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