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Gäa – Auf der Bahn zum Uranus (1974)

Edito nel 1974, “Auf der Bahn zum Uranus” è il disco d’esordio dei tedeschi Gäa. Un viaggio in treno per Uranio, ovvero una strana avventura retro-futurista di musica cosmica e contaminazioni space-rock dai toni, originalmente, caldi e malinconici. La registrazione non ha nulla di presuntuoso o d’intenzionalmente “progressivo” e guadagna punti grazie alla spiccata attitudine naïf, quasi reazionaria. Si gioca insomma con generi e strumenti tra evidenti errori di produzione, come gli improvvisi fade-out, e certe scelte poetiche al limite dell’amatoriale o dell’ingenuità. Elementi che rendono il disco veramente anomalo e ancora più simpatico.

È un album, storicamente e contestualmente, legato al filone kraut-rock, ma appare paradossalmente colorato da suoni e dinamiche meno glaciali del solito. Qui il freddo (il cold sound tipicamente teutonico) deriva dal cantato (appunto in tedesco) che, unitamente alle concessioni coristiche inseguite dal gruppo, conferisce magniloquenza e importanza (e, per aspetti contrari, tenerezza), sia nei momenti espressamente più salmodianti o recitativi, sia in quelli più liberi e ludici, o in quelli più alienanti.

Il primo brano (“Uranus”) è, non a caso, una specie di sermone o proclama bellico, squarciato da un’esplosione di chitarre blues, synth e hammond.  “Bossa Rustical” è un esperimento flamenco per chitarra classica e congas, romanticamente dolente e drammatico. Un ballo con la luna… “Tanz Mit Dem Mond” è una ballata strumentale dominata da un dolce pianoforte, impreziosita dalla tiratissima chitarra hendrixiana di Werner Frey. La traccia quattro (“Mutter Erde”) è probabilmente il momento più godibile e “solare” del disco: groove psichedelico, chitarra cathcy, ritmica in blues up-tempo e melodie oscillanti creano un’atmosfera gioviale e una freschezza pop, come se fossimo in un’inconsapevole parodia della Summer of Love. “Weit Im Dunkel” (il mondo al buio) si muove invece più lenta ed atmosferica fino all’improvvisa apertura finale. La finale “Gäa” è una sinfonia hard-rock alla Cream per chitarra elettrica e flauto. Ogni tanto si esagera con echi e effettini da mixaggio, ma va bene così: è proprio questo candore (la copertina del disco è geniale nella sua cafonaggine) a rendere  “Auf der Bahn zum Uranus”  un disco diverso dagli altri e a cui voler bene (soprattutto all’introvabile prima edizione in vinile che costa l’ira di Dio – per chi si accontenta c’è la ristampa dell’Orange del 2007).

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