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Coven – Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls (1970)

Coven - Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls (1970)Strano a dirlo ma questo fu il primo disco in assoluto ad essere pubblicato dalla Mercury. Si tratta di un Lp di hard rock tutto incentrato su occultismo, magia nera, satanismo e fascinazioni esoteriche, registrato da una band di rock psichedelico di Chicago. La storia della band è quasi tutta legata a questo esordio (nonostante qualche anno più tardi siano finiti pure in classifica nel 1974 con un rock più movimentato e frizzante) che li portò alla ribalta mediatica visti i riferimenti alla questione del satanismo un po’ troppo ostentato e al ritiro del prodotto dal mercato in seguito a un’indagine della polizia che legava la produzione dei Caven ai gesti omicidi della Family Manson. Un altro motivo che ha giovato alla fama della band è il riferimento costante alla storia e all’estetica dei Black Sabbath.

Il fondatore dei Coven si chiama manco a farlo apposta Oz Osborne. La bella cantante Jinx Dawson inventò il gesto delle corna poi ripreso da Ronnie James Dio. Il primo brano del cd s’intitola “Black Sabbath”, ma è un beat assai acido che musicalmente ha poco a che vedere con il blues-doom di Iommi e Co…. C’è poi il brano simbolo del disco che si chiama “Wicked Woman”. Ricorda qualcosa? La Dawson giura che i Black Sabbath hanno rubato tutto da loro e che il loro disco era già pronto nel 1969.

Al di là della polemica e delle imprudenti manifestazioni di fede o simpatia per il satanismo, “Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls” è una collezione di brani che affascina per la sua purezza esecutiva e poetica. Vuole essere inquietante e cattivo ma in realtà è un divertente gioco psichedelico ricco di spunti hardsoul, appesantito da chitarre elettriche fuzzate e tastieroni cosmici che viaggiano indecisi tra riferimenti orrorifici e movimenti freak. La cantante ha una voce potente e ad effetto che muove il gruppo verso mistiche à la Jefferson Airplane o rievoca il timbro graffiante di Janis Joplin, il batterista spinge quando può sull’hard blues, riconfermando il legame con i Sabbath, la chitarra spara invece assoli veloci e si concentra su riff da epica garage rock. Ci sono poi armonizzazioni vocali (“Choke Thirst Die”) molto anni ’60 e freackbeat, suoni black (nel senso di afroamericani) e atmosfere black (nel senso di esoteriche). La maggior parte dei brani è scritta da tale Jim Donlinger, sessionman attivo come Vincent nei Lovecraft. Le parti più interessanti sono quelle dove la band si concentra sulla musica evitando il gioco di riferimenti poetici satanici. Succede infatti spesso che i brani vengano spezzati da vecchie preghiere babilonesi o testi presi chissà come e perché dall’opera di Sergei Prokofiev. Nell’ultimo brano i componenti della band inscenano pure un sabba di 13 minuti. L’album è stato ristampato su cd nel 2003 dopo anni di irreperibilità e vale l’acquisto. Non fermatevi all’aspetto scenico della band, al di là delle apparenze c’è sostanza. Il vinile costa troppo, non ci pensate nemmeno.

Coven - Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls (1970)

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