Bodkin – Bodkin (1972)

Nel 1972 i Bodkin, band dalla Scozia rimasta del tutto sconosciuta al grande pubblico, diedero alle stampe un incredibile album omonimo, l’unico ufficiale della loro carriera discografica. Si tratta di un disco fuori dal comune per suoni, ispirazione e potenza… Cinque tracce di hard-progressive tiratissimo che vi lasceranno senza fiato. Blues oscuri e organi dal sapore dark dirigono la struttura di brani atmosferici suonati con impeto e trasporto. Ombre funeree si posano sugli arrangiamenti e dettagli inquietanti completano un sound libero, sperimentale, e allo stesso tempo mai pretestuoso, compiaciuto o sterile.

La band era formata dal virtuoso organista Doug Rome, dal chitarrista Mick Riddle, dal bassista Bill Sneddon e dal cantante Zick Hume. Un quartetto che non sfigura rispetto a band più rinomate dell’epoca… Alcuni li paragonano ai Deep Purple, altri agli Uriah Heep. Il loro lato più esoterico li porta invece a essere associati ai Black Sabbath… ma ogni paragone è fuorviante. I Bodkin erano una band di strumentisti underground, tecnicamente adatti alla moda prog ma lontani dalla mera ostentazione di precisione o bravura. Sapevano creare brani malati, pesanti, senza perdere l’appeal rock. Tra i pezzi migliori del disco c’è la grezza e malvagia “Plastic Man” e, ancora, il movimento psych progressivo intitolato “Three Days After Death”…

Autore dell'articolo: The Musical Box

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