Bobb Trimble – Iron Curtain Innocence (1980)

Un obiettivo mica da niente, quello che si propose lo spiritato Bobb Trimble nel suo disco del 1980 “Iron Curtain Innocence”: farsi unico depositario ed esegeta della psichedelia iniziata dai The Beatles con “Rubben Soul” nel 1965. Prima di lui anche un certo Charles Manson si era fatto avanti con propositi simili, e tutti sanno come andò a finire. Di Trimble, invece, si parlò poco e soltanto negli ultimi anni sembra essere nato un culto sotterraneo di rivalutazione della sua opera. Posseggo una copia di “Iron Curtain Innocence” dal 2002. Ne ho la certezza filologica, perché il cd in questione è un cd masterizzato, con la scaletta dei brani riportata a penna e, nell’angolino basso di destra, una nota sull’anno in cui l’ho compilata. Tempi non sospetti. Tempi in cui ancora non frequentavo l’outsider music e la psichedelia deviata. E mi chiedo ancora come ho fatto a conoscerlo. Forse devo aver letto qualcosa a proposito della disturbante copertina (con Trimble e il kalashnikov) in relazione all’omicidio di Lennon avvenuto poche settimane dopo l’uscita del disco, amara ironia, dedicato proprio ai The Beatles. Oppure ho preso il nome da qualche intervista a Thurston Moore… In ogni caso, ho ascoltato centinaia di volte “Iron Curtain Innocence” immaginandomi sempre di avere a che fare con un folk apocalittico o un glam alienato, assuefatto alla disperazione, in cui scoprire, sotto l’onda dei suoni grezzi e dei feedback impazziti, una dolcezza d’animo lasciata a decomporsi, a rovinarsi nell’ossessione, nella paranoia, nella follia causata dalla più triste delle solitudini.

Se di psichedelia si può parlare, dobbiamo puntare l’accento sull’essere fluttuante e trascolorante, senza quasi più sostanza e peso, di un ideale frainteso e ormai impossibile di libertà. Quella libertà che Trimble non ha mai incontrato concretamente nella sua vita (dopo “The Curtain Innocence”, registrato in solitaria nel suo garage, Trimble ci riprovò con un secondo disco e con un tour accompagnato da una band di bambini, il che gli valse una mazziata dai parte dei genitori dei suoi strumentisti e una brutta accusa morale ancora irrisolta). Per questo le sue canzoni cedono sempre alla secchezza dello spirito e della speranza e all’affannato tentativo di avvolgere, aggrovigliare e plasmare un nulla per far venire alla luce un tutto onirico meno squallido e avvilente del presente reale. La psichedelia di Trimble è un mostro di synth-pop, hard-rock, blues, folk medievale, industrial casalingo e proto-grunge. E glam… Infatti il mio sospetto, da sempre, è che Trimble avesse molte più affinità con Bolan che con Lennon.

 

Autore dell'articolo: Giuseppe Franza

cose che mi piacciono: cocacola, nietzsche pre-crepuscolo degli idoli, sonic youth, goleador (alla cocacola), céline, mario bava, controriforma, hegel, le anime morte, penne staedtler permanent, giambattista basile, segnalazioni cinematografiche del centro cattolico, the stooges...

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