«

»

A.a. V.v. – The Rough Guide to Psychedelic Bollywood (2013)

A.a. V.v. - The Rough Guide to Psychedelic Bollywood (2013)Negli anni ’60 e ’70 Bollywood non era ancora l’industria miliardaria di film sentimentali o melò e commedie musicali che tutti conosciamo (e guardiamo con crescente sospetto). Un po’ come in tutto il resto del Secondo e Terzo Mondo, la cinematografia indiana era a quel tempo fieramente indirizzata al b-movie e all’estetica di genere. Non c’erano soldi e non c’era molta voglia di ballare e raccontare storie di amore leggero o romantico. Il cinema era focalizzato su tematiche violente, exploitation, impazzavano i revenge-movie e i noir da quattro soldi. L’attore simbolo era Amitabh Bachchan, una specie di Maurizio Merli sempre in completo da sera e incazzato. La musica di conseguenza non aveva ancora molto a che fare col kitsch-pop e il sound melodico che siamo abituati a sentire e ad associare al cinema indiano. I compositori di quegli anni cercavano sì di commentare le immagini con suoni autoctoni, puri, popolari, ma non avevano paura di confrontarsi con le novità del rock e dell’avanguardia mondiale. Molti autori e interpreti impiegati nelle colonne sonore, un po’ per risparmiare tempo, un po’ per emanciparsi dalla tradizione, allungavano le antenne fino all’Europa e agli Stati Uniti, cercando ispirazioni belle e pronte da adattare alle loro idee o alle loro possibilità musicali. Studiavano insomma soundtrack e library music, rock e jazz d’atmosfera. Riprendevano il meglio e il peggio delle musiche usate nei blaxploitation americani, nei gialli e western italiani e negli horror inglesi, il tutto naturalmente a modo loro. Gli indiani, si sa, non si tirano mai indietro. Quando c’è da aggiungere un particolare ne aggiungono tre, quando c’è da calcare la mano, calcano con tutto il braccio. Nasce così la musica che trovate in questa compilation intitolata “The Rough Guide to Psychedelic Bollywood“.

Musica indiana, prima di tutto, con le tipiche scale e melodie che gli stessi occidentali in quegli anni cercavano di capire e copiare, ma contagiata da rock psichedelico, orchestrazioni smooth jazz, elettronica primitiva, coretti lounge e cocktail music. Gli artisti coinvolti sono compositori classici o tradizionali appena convertiti all’elettricità e agli studi di registrazione, attori e attrici con la passione del canto, sperimentatori solitari e grandi maestri prestati al cinema. Alcuni di questi personaggi sono icone della cultura indiana. C’è Lata Mangeshkar, probabilmente la più famosa e prolifica cantante di musica da film del mondo indiano. Sua sorella Asha Bhosle, altra cantante-attrice parecchio popolare nel subcontinente asiatico. Il grande S. D. Burman, cantante e compositore di hindi music per il cinema nazionale e bengalese, attivo dagli anni ’30 fino agli anni ’70. Il Modugno indiano, Kishore Kumar, qui in veste di rocker. Il duo Laxmikant-Pyarelal, capaci di commistionare con successo musica tradizionale liturgica e rock progressivo anglosassone. Anandji Virji Shah, musicista folk che in questi dischi mette alla prova la sua vena beat e breakbeat. L’indo-pakistano Mohammed Rafi, cantante e musicista classico che contende alla Mangeshkar il guinnes dei primati per il maggior numero di colonne sonore registrate (la cifra è intorno alle 20.000 canzoni). Tutti professionisti mai seriosi o imbalsamanti, che rischiano la pantomima e la pacchianata, la follia sperimentale e l’accozzaglia sonora.

Aspettatevi di tutto: chitarre distorte che inseguono sitar, cori mandati in eco macchiati da sintetizzatori, orchestre hindu trascinante da batterie beat, lunghi mantra bhajan trasformati in strumentali pop, organi da spy-story su tabla, fiati molto black su arpeggi da melodramma e un sitar suonato con effetto wah (“Yeh Mera Dil Yaar Ka Diwana”). Sentite un po’ che roba…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Completa la seguente equazione (anti-spam) * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Continuando la navigazione su questo sito web acconsenti all'utilizzo di cookies. Per maggiori informazioni consulta la Cookie Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

_<_ _R_