Intervista ai Dade City Days

Intervista ai Dade City DaysI Dade City Days sono una band emergente proveniente dal panorama bolognese. Andy Harsh (voce, chitarra, synth), Gea Birkin (basso, voce) e Michele Testi (batteria, drum machine) intendono ammaliare i fan della musica shoegaze e new wave con il valore aggiunto dell’elettronica e liriche in italiano… Il loro primo disco “VHS” uscirà il cinque febbraio via Swiss Dark Nights, ma è già possibile ascoltare qualcosa d’interessante attraverso bandcamp. Abbiamo parlato di questo con i protagonisti della notizia, ma anche di qualcosina che forse va oltre la musica…

Partiamo dalla domanda più banale: perché Dade City Days? Fascinazioni timburtoniane?

Sì, Dade City è una città della Florida, dove si trova un castello, quello immortalato nel film Edward Mani di Forbice da Tim Burton. Abbiamo scelto questo nome perché la passione per il cinema è una delle cose che più ci unisce. Ci piaceva l’immagine di questo luogo, all’apparenza tetro e inospitale, ma che finisce per rivelarsi paradossalmente più umano e armonico del mondo esterno, quello, come dire, più ordinario, in cui viviamo.

Questa è l’epoca del post-tutto. Ogni tipo di genere viene ripreso, rinnovato e mescolato. E c’è musica ovunque… Cosa hanno da dire i Dade City Days “in più” rispetto agli altri?

Pensiamo di poter offrire qualcosa di originale nel panorama italiano. Di base una declinazione particolare. Abbiamo gusti musicali molto diversi tra di noi e quando suoniamo insieme questi si fondono: shoegaze, elettronica, new wave, indie rock. Non abbiamo mai ascoltato nulla di simile a quello che praticamente viene fuori dalla nostra sala, soprattutto con un cantato in italiano; magari ci sono gruppi che si possono avvicinare al nostro sound ma in maniera marginale per quello o quell’altro aspetto.

Detta in questo modo sembra qualcosa di calcolato, ma a sentirvi l’impressione è un’altra. Il vostro suono nasce da una volontà precisa di ricerca o è qualcosa di più naturale?

No, nessuna ricerca consapevole. Cerchiamo di essere il più istintivi possibile nella creazione dei pezzi, non facciamo caso alle mode di oggi o di ieri, cerchiamo di avere una nostra identità e una nostra coerenza musicale, anche a costo di andare controcorrente e di essere incoerenti!Intervista ai Dade City Days

Allora spiegatemi come nasce la vostra musica… dall’incontro dei vostri gusti personali, dall’istinto e…  c’entrano anche scelte di produzione?

L’idea iniziale del progetto aveva un’impronta molto più cupa e darkettona, pur avendo già linee vocali shoegaze/dream pop, ma già dalle prime prove ci siamo accorti che ci veniva poco naturale e ci siamo orientati verso un sound meno minimale e soprattutto meno oscuro. Nell’immaginare i pezzi che nascevano ci trovavamo d’accordo nel pensare a gruppi come Slowdive o The Jesus & Mary Chain più che ai Joy Division. L’aggiunta delle parti elettroniche e la produzione di Lorenzo Montanà hanno reso poi completo quello che ora sentiamo come il nostro suono.

Siete una band che sta debuttando adesso, eppure avete già date programmate in tutta Italia. Cosa vi ha fatto emergere dalla massa, secondo voi? Impegno, tenacia o qualità?

Abbiamo fatto molta gavetta live fin dall’inizio, senza un disco ma con tante idee da proporre. Ci siamo impegnati… Probabilmente siamo stati anche fortunati a trovare così tante occasioni per farci conoscere, e adesso che stanno uscendo i primi pezzi è bello continuare ad avere una risposta positiva da parte dei locali e del pubblico. Le ultime due date fatte a Torino e Padova sono state fantastiche da questo punto di vista e ci auguriamo che lo siano anche le prossime, ora che finalmente uscirà il disco.

Che consiglio dareste a chi vuole intraprendere una strada come la vostra?

Cercare di essere convinti di quel che si fa, evitando confronti con le mode del momento e, cosa fondamentale, saper essere autocritici e disposti ad evolversi di continuo. Sentirsi arrivati ancor prima di iniziare è un errore in cui spesso si può cadere e che non porta molto lontano: è importante saper ascoltare e accettare le critiche. Crederci ma non illudersi.

Preferite essere ascoltati su disco o live?

A noi piacerebbe più essere ascoltati durante i concerti. Magari rispondervi con l’elenco completo delle date dove poterci incontrare, ma se vi piace starvene comodi il disco uscirà il cinque febbraio… Ed è già possibile ascoltarlo e preordinarlo sul bandcamp dell’etichetta: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/vhs

Autore dell'articolo: Ambra Benvenuto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa la seguente equazione (anti-spam) * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.