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Intervista a Maiqqu, producer 8 bit

Diciamoci la verità, se qualcuno vi dicesse “Stasera andiamo a vedere uno che suona i Game Boy?” lo prendereste per matto. Invece andateci, e conoscerete Maiqqu. Il palermitano Maiqqu suona elettronica 8 bit, usando dei Game Boy (sì, i giochi Nintendo della nostra infanzia) modificati come samplers. La musica è assurda, riesce a stupire perchè non è solo esercizio di stile o divertimento, è composizione vera: se non fosse a 8 bit non sarebbe così diversa da quella di blasonati dj come Skrillex (“Bang Your Head” mi ha ricordato molto il dubstep).

I suoi EP (“Strange Numbers MINI EP”, “!!! EP”, “Strange Numbers Vol II”) sono disponibili in streaming gratuito su Sound Cloud. I brani sono vari, con gusto, e anche i video live sul suo canale YouTube dimostrano l’eclettico talento di questo ragazzo. Ad ascoltarlo per la prima volta, si parte con un sorrisino ebete, a chiedersi come sia venuto in mente a qualcuno di fare musica con dei videogames. Dopo qualche ascolto però, si inizia a percepire talento musicale, oltre che esibizione in stile talent show: ed è qui la forza di Maiqqu. Di fenomeni YouTube che fanno cover con strumenti fuori dall’ordinario, è pieno, ma di gente che con quegli strumenti ci fa vera musica, a trovarne.

Ecco l’intervista:

  • Q: Prima domanda, d’obbligo: ma come ti è venuto in mente di suonare con i Game Boy?
  • A: È successo nel 2014 durante le prove con i Sinapsi, band post rock con il quale suonavo all’epoca. è venuto fuori che c’era gente che faceva musica sfruttando il chip sonoro di Nintendo Game Boy, Nintendo SNES, Commodore 64 ecc… Questo mondo così fuori dai normali canoni musicali aveva su di me un’attrattiva pazzesca, così nel giro di un paio di mesi ho acquistato dischi e vinili di artisti che facevano chiptune e anche una dozzina di Game Boy e ho cominciato a produrre la mia musica riarrangiando anche vecchi brani in chiave 8bit.
  • Q: Parlaci delle tue influenze, musicali e non. Se non ricordo male, prima di lavorare come Maiqqu suonavi “tradizionalmente” la chitarra elettrica.
  • A: Esattamente, la chitarra è sempre stato il “mio” strumento. Mi diletto anche a suonare basso e batteria, ma il filo conduttore di tutta la mia musica è da sempre l’elettronica. Credo che l’elettronica sia il presente e il futuro della musica. Poi quando viene miscelata con sapienza ad un basso o a una chitarra beh, quella io la chiamo tombola!
  • Q: Il tuo progetto è molto autogestito, lavorando con lo streaming gratuito e distribuendo il tuo lavoro su internet. Si tratta di un percorso ragionato, o dettato dalla difficoltà di uno sbocco discografico per musica così particolare?
  • A: In realtà si tratta di un percorso artistico sul quale non mi interessa lucrare. Ho il mio lavoro che mi da’ da vivere. Maiqqu è qualcosa che faccio per sorprendere e sorprendermi piuttosto che per renderlo commerciale o fruibile ad un pubblico più grande. Lo sbocco discografico l’ho cercato e lo cerco ma senza troppi patemi. Per quanto riguarda la difficoltà dettata dal genere così particolare è una cosa vera al 50%, perché per ogni porta chiusa che ho trovato ce ne sono state altre che mi sono state aperte dettate da sorpresa e curiosità. Ad esempio ho collaborato con Spettro Rec, MainOff, Mind, Beatport e UNL Records. Tutte realtà medio piccole Italiane e non, che si sono interessate a me per ospitarmi nei loro spazi online e nelle loro compilation e al quale sono molto grato.
  • Q: Trovi facilmente spazio per i tuoi live? I locali come rispondono alla tua proposta artistica?
  • A: Vale un po’ lo stesso discorso fatto sopra, ma sicuramente il locale è più propenso ad accettare un artista che faccia qualcosa di diverso per attrarre pubblico. Piuttosto la difficoltà vera oggi sta nel battere la concorrenza delle cover band o simili… ma questa è la vita del musicista indipendente.
  • Q: Come prepari i live? Non usando strumenti tradizionali, non riesco a farmi un’idea di come tu possa lavorare dal vivo.
  • A: È un modo diverso di lavorare ma non necessariamente più complicato. Una volta completati i pezzi vengono salvati e catalogati negli appositi slot di memoria della cartuccia (esattamente come facevi con i livelli di Pokemon o Super Mario). Per il live, delineata la scaletta, semplicemente dispongo gli slot in maniera da ottenere la sequenza di canzoni che mi serve e quando devo suonare la canzone X la carico e gestisco i pattern come un qualsiasi sequencer. Posso assicurarti che è più semplice farlo che spiegarlo.
  • Q: Come vedi la scena musicale elettronica italiana (e non)? Se nel tuo caso ti senti di parlare di musica elettronica…
  • A: Come nella maggior parte delle cose credo che la miglior musica elettronica si trovi nella scena underground. Ascolto parecchie tracce come Godblesscomputer o Yoshi e credo che la scena in generale abbia un potenziale enorme e riuscirà a riportare l’attenzione sulla buona musica. Per quanto riguarda la mia collocazione in un genere specifico (anche se credo che la cosa sia sopravvalutata) mi sento di far parte della musica elettronica e la mia missione è di portare questi suoni alle orecchie di quanta più gente possibile.
  • Q: Lascio la chiusura a te.
  • A: Lasciate che la musica vi travolga, siate curiosi.

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