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Tv On The Radio – Dear Science

Tv On The Radio - Dear ScienceSiamo nel 2008 e i TV On The Radio, band pressoché sconosciuta al popolo mainstream italiano, pubblicano un album impeccabile, cosciente, geniale… A due anni di distanza dal loro ultimo lavoro esce “Dear Science”, disco nel quale suoni lineari e insolitamente puliti riescono a esprimersi al meglio senza per questo compromettere la spontaneità e l’irruenza che da sempre aveva contraddistinto il gruppo.

I Tv On The Radio sono ancora una band aperta alla sperimentazione, orgogliosamente multiculturale e multirazziale, che ama miscelare generi diversi, spaziando dall’elettronica al soul, dall’indie-rock al free-jazz, passando per il post-punk,  ma sanno di poter creare musica più accessibile, sofisticatamente ambiziosa.

Il punto debole dei Tv On The Radio concerneva una certa evanescenza, una sorta di onnipresente approssimazione, che impediva al gruppo newyorkese di imporsi al di là del circuito indie. Difficile mischiare generi così diversi senza perdere carattere e immediatezza, e infatti nei loro primi lavori, si veda “Desperate Youth, Blood Thirsty Babes” del 2004, le sonorità prevalenti erano ancora troppo grezze e votate all’elettronica, mentre in “Return to Cookie Mountain”, la band aveva già dimostrato di essere in grado di gestire e di amalgamare anime così diverse, restituendo un disco che, non a caso, vantò la collaborazione di David Bowie.

L’immediatezza raggiunta con “Dear Science” non va comunque interpretata come banalizzazione della cifra artistica e culturale del progetto. Dietro l’apparenza levigata e atmosferica si nasconde un universo di riferimenti dolceamari, notturni, drammatici e raffinati, che rendono il disco un capolavoro del nuovo rock indipendente.

Il lavoro si apre con “Halway Home”, perfetto mix di rock ed elettronica, le cui potenzialità sono espresse al meglio non solo dal ritmo incalzante e furbetto, ma anche dalla voce calda di Tunde Adebimpe, ottimamente affiancato dalla chitarra di Kyp Malone. Dopo questa esplosione iniziale, i ritmi si calmano decisamente con “Crying”, brano soul, vicino al dettame anni ’80 di Prince e a certa black music ballabile in voga alla fine dei ’70. Anche in “Stork and Owl” si suona con più grazia e leziosità, mescolando con equilibrio pop e sfumature elettroniche. “Family Tree” è una vera e propria elegia per piano, con riverberi ritmici, suoni a cappella e melodie pop-barocche che si articolano impeccabilmente e impressionano per cretività.

Seguono due pezzi, “Dancing Choose” e “Red Dress”, in cui l’anima black del gruppo emerge con orgoglio e gioia; il primo è un misto di drum’n’bass e groove sound, mentre il secondo si caratterizza per un ritmo decisamente funk, reinventato in maniera originale, non dozzinale. “Golden Age” è una ballata di funky delicato che si allontana dalle atmosfere cupe che solitamente caratterizzano i brani dei Tv On The Radio, mentre “Love Dog” si potrebbe definire un pezzo “serioso” nel quale gli arrangiamenti, molto curati e articolati, sono il tratto evidente di perizia tecnica e armonica.

Il disco si chiude con un trio di canzoni devastanti… “Shout Me Out”, perfetta combinazione di elettronica e break-beat, “DLZ”, intelligente mix di hip-hop, rock ed elettronica e “Lover’s Day”, connubio tra free-jazz, rock e suoni orchestrali.

“Dear Science” è un disco di suoni affascinanti e accattivanti. Decisamente da ascoltare, studiare, capire… un album nel quale ingredienti e suoni differenti si mescolano con semplicità e creatività, restituendo un lavoro perfetto, godibilissimo.

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