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Iggy and The Stooges – Raw Power

The Stooges - Raw Power“Raw Power” è il disco della fine degli Stooges. Non partecipa alle registrazioni il bassista Dave Alexander, che alcolizzato morirà nel 1975, quattro anni dopo la cacciata dalla band. Al suo posto suona Ron Asheton, retrocesso al basso dopo l’ingresso nel gruppo del nuovo chitarrista James Williamson, da molti considerato come l’eminenza grigia responsabile del declino morale e creativo di Iggy e degli altri Stooges.

In realtà Williamson è solo l’ultimo arrivato e quindi il più entusiasta interprete di quella particolare volontà di autodistruzione in cui i membri della band sono da tempo coinvolti. L’eroina è la vera protagonista del periodo. Il disco è registrato a Londra nell’autunno del 1972 e prodotto da David Bowie, nuovo mentore dell’Iguana. Si tratta di un vano tentativo di rilancio di una band che non ha mai trovato il successo commerciale sperato e che con due album è solo riuscita a crearsi la fama di combo distruttivo e ingestibile. Il trasferimento in Inghilterra e la vicinanza all’ambiente glam influenzano gli Stooges ma solo marginalmente.

In apparenza il disco segue uno schema più “commerciale” e seducente. Due lati speculari, per un totale di otto pezzi. La prima canzone del lato A, “Search And Destroy”, e la prima del lato B, “Raw Power”, suonano dure e spaventose, seguono due ballate decadenti, due brani rock old-fashioned e due lamenti malinconici. Eppure tutto è storto e sporco, allucinato. Williamson cerca di rifare gli Stones più romantici nella bellissima “Gimme Danger” ma il risultato è malato e avvilente, poi imita un riff coinvolgente di Marc Bolan producendo “Your Pretty Face Is Going To Hell”, un aborto di glam rock anfetaminico e depravato tirato fino all’apocalittico, dove Iggy sbraita odio e violenza, informando la sua ragazza che il suo bel faccino sta andando all’inferno…  Il brano di apertura è di programmatica violenza, un grido di follia e decadenza, ispirato alle operazioni “cerca e distruggi” con le quali gli aerei americani bombardavano le piantagioni di eroina (ironia e paradosso) e le basi militari in Vietnam. Iggy si immedesima in un ghepardo metropolitano con il cuore pieno di napalm, un ragazzo dimenticato dal mondo che vuole la sua vendetta… La chitarra suona ottusa e riottosa, proto-punk, strisciando e martellando in un assalto ante-thrash. La sezione ritmica insegue disperata e fragorosa.

Iggy Pop è un guerriero senza pace né speranza. L’urto sonoro è mitigato dalla relativa lentezza di esecuzione dovuta all’abuso di droga. Stesso discorso per la title track, “Raw Power”, che inizia con un rutto e procede come un rock ‘n roll caricaturale e disordinato. Un obbrobrio affascinante. “I Need Somebody” è un blues crepuscolare in dodici battute, angosciante e polveroso.  “Death Trip” è il canto del cigno, pieno di sarcasmo e pessimismo. Macchie di dolore e ignoranza spirituale. Iggy Pop e James Williamson vogliono registrarsi da soli e il risultato è puro frastuono. Dopo quasi un anno, con il disco in stand-by, David Bowie remixa le tracce cercando di eliminare sbavature e di rendere il tutto più accettabile. Iggy Pop dirà, come al solito, che la mano estranea ha rovinato la sua creatura, e pubblicherà nel 1997 il suo mix del disco, evidentemente inascoltabile.

“Raw Power” è il documento della fine. Lo spettacolo di una band alla deriva, che convulsamente cerca di esprimere qualcosa… rabbia, ironia, esasperazione, arroganza, maledizione, idiozia, degenerazione. Il peggio da dire e nel modo peggiore. Per questo è un disco inimitabile. Vero e straripante. Kurt Cobain lo ha sempre indicato come uno dei suoi dischi preferiti. E a ragione. Il grunge è tutto già lì dentro. Così come molto del punk a venire e anche qualcosa del metal. Il tour di promozione sancì la morte del gruppo. Il famoso concerto di Michigan Palace, Detroit, immortalato nell’infiammabile live “Metallic KO” si concluse con una rissa con un gruppo di motociclisti, nasi rotti, vomito e chitarre spaccate. I fratelli Asheton tornarono nella loro casa in periferia. Iggy Pop si dedicò alla droga. Williamson si mise a studiare da ingegnere del suono. Gli Stooges andarono all’inferno

“I’m a street walking cheetah with a heart full of napalm / I’m a runaway son of a nuclear A-bomb/I am the world’s forgotten boy / The one who searches and destroys / Honey gotta help me please /Somebody gotta save my soul / Baby, detonate for me”

2 comments

  1. OrangeSunshine

    Micidiale. Il più grande disco di fottuto Rock n’ Roll di sempre? Non saprei, ma ci va molto vicino, assieme a pochi altri. Qui si sente chiara e fetente la puzza di droghe pesanti, malattia mentale, pericolo, sesso estremo, violenza…in pratica tutto ciò che da un po di tempo purtroppo manca al Rn’R…

    1. Giuseppe Franza

      🙂

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