Album Storici

Gli album storici di Music Addiction: le recensioni dei dischi che hanno fatto la storia della musica.



Cabaret Voltaire – Red Mecca

Spaventoso, abrasivo, tetro, malato, greve, malvagio, apocalittico… “Red Mecca” è per molti il disco più importante dei Cabaret Voltaire, l’album che fonde le velleità pseudo-dance con la distorsione concettuale e poetica dell’estetica del gruppo. Uscì nel 1981, dopo l’ep “Crepuscule Tracks”, primo tentativo di convogliare il furore avanguardistico in coordinate ritmiche più riconoscibili e interpretabili.… Continua a leggere



Marlene Kuntz – Catartica

Arrivano così, inaspettati come un lampo di stile, autocoscienza e impeto, e tuonano con arroganza, esatta volontà estetica, lanciando sul mondo scosse illuminanti di rumore e messaggi intossicati dal nichilismo europeo più sottile, pensiero antisociale e negativismo esistenziale. Sono i Marlene Kuntz da Cuneo e provincia, Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Bergia e Gianluca Viano,… Continua a leggere



Slint – Spiderland

(Nelle viscere di ieri)

Io detesto parlare degli anni ’90. Un po’ perché non li ho vissuti veramente (ero una mocciosa), un po’ perché non li capisco del tutto (un sacco di gruppi sopravvalutati – ovviamente non dico chi, perché altrimenti rischio il linciaggio da parte di alcuni miei amici più grandicelli – che vigliacca,… Continua a leggere



Iggy And The Stooges – Raw Power

“Raw Power” è il disco della fine degli Stooges. Non partecipa alle registrazioni il bassista Dave Alexander, che alcolizzato morirà nel 1975, quattro anni dopo la cacciata dalla band. Al suo posto suona Ron Asheton, retrocesso al basso dopo l’ingresso nel gruppo del nuovo chitarrista James Williamson, da molti considerato come l’eminenza grigia responsabile del… Continua a leggere



PJ Harvey – Rid of Me

(E io infatti non mi sono più liberata di lei)

Era il 1993. Per capirci, era l’anno di “In Utero” dei Nirvana, “Siamese Dream” degli Smashing Pumpkins, “Vs” dei Pearl Jam. Io avevo 10 anni, e vedevo mia cugina grande sfoggiare camicioni di flanella a quadri come fossero la cosa più preziosa mai avuta in… Continua a leggere



Van Morrison – Astral Weeks

“Astral Weeks” del 1968 si può considerare la prima opera compiuta e ufficializzata di Van Morrison solista, dopo la breve stagione come cantante nei Them (in realtà ci sarebbe un precedente “Blowin’ Your Mind” che Morrison non avrebbe autorizzato a pubblicare), durante la quale aveva fatto sensazione quella sua voce irruenta e trascinante, una cosa… Continua a leggere



The Cure – Pornography

Solitamente considerato come l’atto conclusivo di una trilogia partita con l’acerbo “Three Imaginary Boys”, per poi proseguire con il più convincente “Seventeen Seconds”, “Pornography” non è un disco facile da recensire e questo non tanto per la difficoltà di assegnargli un “etichetta” di genere, quanto per le sensazioni che personalmente provo ogni volta che lo… Continua a leggere



Suede – Suede

Un turbinio di emozioni, soffuse, intense, sensuali. Una musica dolce ma che all’occorrenza sa graffiare. L’ambiguità come certezza; un punto di partenza contraddittorio quanto interessante. Questi sono stati i Suede.

La musica popolare del ’900, il cosiddetto “pop”, è stato spesso contraddistinto da fenomeni di costume studiati a tavolino, prodotti appositamente confezionati per irretire gli… Continua a leggere



Nico – Chelsea Girl

(La luce, prima delle ombre)

Questo disco è un pezzo di me, quindi non sarò obiettiva neanche lontanamente. Primo, perché è lei. Secondo, perché anche se lei questo disco non lo amava tanto, io sì. E non solo perché il mio ragazzo l’ha scovato miracolosamente in un negozietto di Dublino, facendomi così un regalo stupendo,… Continua a leggere

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